«Un nome, un perché» verrebbe subito da dire ordinando un Bloody Mary. Se però è certo che «Bloody» sia stato ispirato dal rosso intenso che colora la bevanda, dovuto all'utilizzo del succo di pomodoro come uno degli ingredienti principali, non è altrettanto certo il perché di «Mary».

Una prima versione riferisce che sarebbe stato scelto a perenne ricordo delle atrocità e delle persecuzioni contro i protestanti che si ebbero sotto il regno della cattolica Maria I Tudor d'Inghilterra, passata appunto alla storia come Maria la Sanguinaria (Bloody Mary, per l'appunto).

La seconda versione si lascia alle spalle questo sfondo truce per approdare sul luccicante palcoscenico di Hollywood. Qui, protagonista indiscussa è Mary Pickford, una delle più celebri stelle del cinema muto di inizio Novecento, conosciuta come «Fidanzatina d'America», «Piccola Mary» e «La ragazza con i riccioli». Oltre a essere una grande star, Mary andava matta per un cocktail simile al Bloody Mary, fatto con rum, granatina e maraschino: si tratta del noto e gustoso Pickford.

La terza e ultima versione intreccia la storia del Bloody Mary con quella di Hemingway. Quando lo scrittore, nonché incallito bevitore, soggiornava al Ritz di Parigi frequentava spesso il Petit Bar del grande Bernard «Bertin» Azimont. Leggenda narra che lo abbia inventato per evitare che l’alito dello scrittore sapesse di alcol, visto che il medico gli aveva intimato di non bere e la moglie Mary, che non voleva che disubbidisse al dottore, lo controllava al limite dell'ossessione. Una sera Bertin gli propose questo drink con vodka e succo di pomodoro, in grado di inibire la parte alcolica. Il giorno dopo Hemingway entrò nel locale raggiante esclamando: «Quella maledetta Mary (Bloody Mary!) non si è accorta di nulla!».

Per alcuni Azimont sarebbe il vero padre del Bloody Mary, per cui la sua creazione sarebbe databile agli anni Venti del secolo scorso. Nel 1934 un altro grande della mixology, Fernand «Pete» Petiot, che lavorava alla King Cole Room del St. Regis Hotel di New York, lo perfezionò. Gli avventori del locale gli chiedevano qualcosa con un gusto più deciso e lui vi aggiunse sale, pepe o tabasco, succo di limone e salsa Worcestershire.

Una curiosità: Petiot avrebbe servito tutti i presidenti degli Stati Uniti dal 1934 al 1966, a eccezione di Lyndon B. Johnson. Anche esponenti della malavita newyorchese erano fra i suoi clienti, fra cui il tristemente noto gangster Frank Costello.

Un Bloody Mary che si rispetti non può non prevedere un gambo di sedano. L’intuizione, però, non fu di alcun famoso barman. Nel 1960, infatti, durante un party presso la Pump Room dell'Ambassador East Hotel di Chicago, un ospite lo mescolò con un gambo di sedano che i camerieri stavano servendo come appetizer. Da quel momento in poi il Bloody Mary fu sempre accompagnato dall’inseparabile verdura.

Il Bloody Mary è un cocktail dai profumi e sapori molto decisi. La presenza del succo di pomodoro e delle spezie lo rende molto particolare, quasi insolito, per cui o lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. Può fare impazzire dal piacere i suoi estimatori, ma può provocare un deciso rifiuto da parte di chi non gradisce particolarmente gli eccessi gustolfattivi.

Ecco allora che un piccolo ma qualitativamente decisivo accorgimento potrebbe mettere d’accordo entrambe le fazioni, facendo virare il mix su un armonioso equilibrio agrodolce. L’aggiunta di qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP va infatti a smussare gli spigoli più ostici al naso e al palato. Il suo delicato e piacevole aroma mitiga le pungenti note speziate. La sua dolcezza contrasta l’acidità del pomodoro e del limone, attenua l’alcolicità della vodka e si abbina a meraviglia con la salsa Worcester.

Un tocco dal sicuro effetto scenografico potrebbe essere quello di far colare le gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP dalla scanalatura del gambo di sedano, di modo che il liquido nero si mescoli con il tipico colore rosso del Bloody Mary.

La ricetta classica del Bloody Mary

Ingredienti
4.5 cl di vodka
9 cl di succo di pomodoro
1,5 cl di succo di limone
2 o 3 gocce di salsa Worcester
Sedano
1 pizzico di sale, di pepe nero e di tabasco

Preparazione

La ricetta dell’International Bartender Association offre due possibilità di preparazione: quella mescolata nel mixing glass o direttamente nel bicchiere; quella shakerata, realizzando di fatto una ricetta completamente diversa. Vale la pena di provare le due versioni. Guarnire sempre con gambo di sedano e, a piacimento, con pancetta croccante o gamberetto. Servire in un tumbler alto.

Variante con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Aggiungere una striscia di pancetta croccante come guarnizione e, soprattutto, 5 gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Capsula Oro Mazzetti L’Originale.