Un resoconto dettagliato e approfondito sulla storia dell'Aceto Balsamico di Modena non è stato ancora definito e le origini di questo autentico, originale e inimitabile prodotto modenese non sono tuttora certe.

Nel cercare di scoprirle si rischia di cadere facilmente ammaliati dal fascino della leggenda alimentato dal racconto orale, fatto di tradizione e racconti dei vecchi contadini del Modenese.

Questa situazione di incertezza rende avvincente la scommessa di scavare nel passato per ricostruire la storia di un prodotto che oggi come non mai è di grande attualità.

Gli antenati dell'Aceto Balsamico di Modena e dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena erano mosti variamente miscelati e venivano già prodotti e consumati nelle prime civiltà mediorientali e nella Grecia classica, tanto che riferimenti all'impiego di aceti agrodolci si ritrovano già nella letteratura di quei secoli.

Da qui via via si aggiungono altre testimonianze che toccano altre civiltà antiche come Roma, passando per il Medioevo e il Rinascimento e che arrivano alla modernità, fino ai giorni nostri.

Qualcuno ipotizza che la nascita dell'Aceto Balsamico di Modena sia stata casuale in seguito al ritrovamento di antichi contenitori in cui il mosto d'uva è fermentato e invecchiato.
Successivamente l'uomo attraverso osservazione, sperimentazione, insuccessi e numerosi aggiustamenti, ha messo a punto la tecnica produttiva dell'Aceto Balsamico tuttora utilizzata.

Raccontare la storia dell'Aceto Balsamico di Modena sarà un viaggio che toccherà diverse tappe.

In ognuna di queste andremo a descrivere i fatti chiave che hanno reso l'Aceto Balsamico di Modena il prodotto unico ed eccellente che oggi conosciamo. Nel ripercorrerle ci imbatteremo in personaggi storici, avvenimenti, incoronazioni e molto altro.
 
Un viaggio incredibile in cui non ci si annoierà di certo, grazie a Mazzetti l'Originale!