La Storia Aceto Balsamico di Modena | Mazzetti L'Originale di Modena

STORIA DELL’ACETO BALSAMICO DI MODENA

“Balsamico” è una parola suggestiva – affascinante che insieme ad “aceto” arriva fino ai giorni nostri dal passato ed evoca un piacevole senso di benessere.
Questa parola indica un prodotto che ha origini antichissime e che nel corso della storia è diventato il prodotto che oggi conosciamo.

La cottura del mosto d’uva è una pratica che risale alle tradizioni degli antichi Romani nel I secolo a.C.. Il cosiddetto “sapum” veniva utilizzato sia come medicamento che come condimento e dolcificante in cucina.

La Storia Aceto Balsamico di Modena
La Storia Aceto Balsamico di Modena

Virgilio, nel 44 a.C. riconobbe una particolarità dei mosti nella zona di Modena, e scrisse che il mosto cotto in quest’area “solet acescere” (diventa aceto e quindi non vino).

Nel 1046, Enrico III, imperatore del Sacro Romano Impero, in occasione di un viaggio lungo la valle del Po ricevette in dono un “aceto perfettissimo” da Bonifacio, Marchese della Toscana e padre di Matilde di Canossa. Alla fine del XIII secolo, l’arte della produzione dell’aceto continuò alla corte degli Estensi a Modena, ma solo nel 1747, l’aggettivo “balsamico”- riferito all’aceto custodito nella torre ovest del Palazzo Ducale di Modena - apparve per la prima volta negli archivi dei Duchi d’Este.

Nel 1859 su ordine di Cavour, venne eseguito uno spostamento delle migliori botti del Palazzo Ducale, nel castello di Moncalieri, in Piemonte. Lontano dalle particolari condizioni climatiche delle sue terre, il “Balsamico” languì.

In occasione di questo trasferimento forzato e come risposta a una richiesta di Ottavio Ottavi, l’avvocato Aggazzotti scrisse una lettera con indicate le caratteristiche produttive. Questo documento diventò la base del disciplinare di produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. (riconosciuto nel 2000).

La Storia Aceto Balsamico di Modena

Contemporaneamente, per avere quantità sufficienti al fabbisogno annuale, le famiglie cominciarono a miscelare questo Aceto Balsamico ottenuto tradizionalmente, con aceto di vino.

Fu così che venne individuato un prodotto meno pregiato, ma ugualmente gradevole che iniziò ad essere commercializzato con il nome di Aceto Balsamico di Modena ed incontrò successi in tutto il mondo.

Nel 1933 la secolare produzione dell’Aceto Balsamico di Modena ottenne il primo riconoscimento dal Ministero dell’Agricoltura e nel 1965, fu pubblicato un disciplinare circa la composizione e la preparazione dell’Aceto Balsamico di Modena.

Sempre negli anni '60, i produttori si consorziarono nel Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena e nel 2009 l’Aceto balsamico di Modena ottenne il riconoscimento IGP (Indicazione Origine Protetta).